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Manuale di lettering. Le parole disegnate nel fumetto

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Finalmente è arrivato il manuale di lettering in carta e inchiostro. A destra la bella copertina realizzata dalla Tunué, cliccandoci sopra arrivate allo store della Tunué dove potete guardare e leggere un’anteprima del libro.
Dall’indice vi potete fare un’idea del suo contenuto. Non solo un manuale tecnico sul lettering per addetti ai lavori, ma tante informazioni a partire dalle origini della scrittura, passando per la stampa tipografica fino alle diverse applicazioni del lettering dalla grafica alla calligrafia. Il lettering nel fumetto dai maestri ai contemporanei, presi a prestito per spiegare e illustrare i diversi stili grafici. Le onomatopee, i balloon, i titoli, tutto quanto fa lettering, colonna sonora del fumetto. Un manuale per conoscere le diverse tecniche per fare il lettering, a mano e al computer. Come creare i font, come impaginare i fumetti, come risolvere le diverse problematiche che si incontrano quando si fa questo lavoro. Uno strumento per addetti ai lavori e per chi è interessato al fumetto. Tante informazioni e curiosità, chi ha insegnato a fare il lettering a Will Eisner? Come realizzare i tipici balloon del fumetto? Perché usiamo la parola font? Come si realizza un font multi lettera? Bitmap o vettoriale, le differenze. All’interno trovate due interviste, una a Francesca Biasetton nota calligrafa e una ad Andrea Accardi fumettista e letterista. Di Accardi trovate anche i codici QRc per vedere l’intervista video con esempi pratici di adattamenti grafici a mano e al computer.

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Franky Font di Cristina Portolano

In queste immagini vediamo il font realizzato da Cristina Portolano, laureata in linguaggi del fumetto presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2012.

Cristina ha un blog recidif.com ed è molto attiva nel mondo del fumetto come potete leggere nella sua biografia.

il font ha un tratto spesso e tondeggiante, realizzato in modo coerente al tratto dei disegni dei suoi fumetti. I caratteri pur presentando un aspetto molto regolare presentano alcune variazioni del tratto che lo rendono più vivace.

Biografia
Nata a Napoli nel 1986 si trasferisce a Bologna per studiare dove si laurea in linguaggi del fumetto all’accademia di Belle Arti di Bologna nel 2012.
Dal 2007 al 2008 è segnalata al concorso rivolto ai giovani disegnatori operanti nella regione Emilia-Romagna che ha avuto come esito le mostre allestite durante il Komikazen di Ravenna.
Entra a far parte del gruppo ernest, con cui pubblica recidiva (in nomination come miglior storia breve ai premi Attilio Micheluzzi del Napoli Comicon) e altre autoproduzioni.
Dal 2010 al 2011 frequenta a Parigi l’ École nationale supérieure des Arts Décoratif (EnsAD) dove lavora assiduamente con la calcografia e la grafica d’arte.


Nel 2011 vince il primo concorso indetto dal mensile Napoli MONITOR per la sezione reportage disegnato esponendo alla galleria HDE di Napoli, lo stesso anno viene invitata alla mostra per i giovani autori emergenti Futuro Anteriore al Napoli Comicon a castel sant’Elmo.
Nel 2012 espone al fesival BilBolBul “storie dal C.E.P. Village” un progetto nato in collaborazione con il  fotografo Giuseppe De Mattia.
Ha pubblicato disegni per Lo Straniero, Illywords, ModernSpeen, MamiVerlag, Crack!, Napoli MONITOR, Hamelin, AltreVelocità.
Vive e lavora a Bologna.

La classificazione dei font nel fumetto

La classificazione dei caratteri nel mondo della tipografia/lettering/scrittura è una storia molto lunga e ci sono stati tanti tentativi e schemi realizzati da diversi designer o studiosi del disegno del carattere. Possiamo citare come esempio  quello di Aldo Novarese. Mentre per quanto riguarda lo specifico del fumetto non conosco esempi di catalogazione. In effetti già tutto il lettering del fumetto rientrerebbe nella catalogazione più ampia di caratteri Fantasia – gruppo difficilmente classificabile, comprendente tutti i caratteri che non rientrano nelle  categorie tradizionali che potete visionare qui.

Io penso che per la particolarità e la complessità dei lettering di fumetto che si sono sviluppati nel tempo sarebbe interessante avviare un’ipotesi di classificazione.

Julius Feiffer

Se penso ai caratteri dei dialoghi, mi vengono in mente un brioso Feiffer, uno scarabbocchiato come quello di Gipi o quello di Reiser, oppure quello elegante di Walt Kelly.  quello pittorico di Baudoin o lineare come quello di Marina Sanfelice per il Tex e tanti altri che compongono il vasto assortimento dei lettering del fumetto.

La mia vita disegnata male - Gipi

Pogo party, Walt Kelly

Le voyage, Baudoin

Poi insieme ai caratteri dei dialoghi ci sono quelli che imitano i caratteri classici tipografici che attingono dal vasto mondo della storia delle font. La caratteristica è quella di imitarne lo stile grafico rimanendo a tutti gli effetti un carattere per il fumetto. Mi viene in mente il gotico o quello dei manifesti americani dell’800 nel Pogo di Walt Kelly o l’ebraico del Contratto con Dio di Will Eisner per rimanere ai classici.

Pogo party, Walt Kelly

Ci sono caratteri che esprimono dei veri e propri stati d’animo come la rabbia, la paura, l’amore. La disperazione come quella della vignetta in basso di Will Eisner. Il segno grafico dei caratteri per il fumetto vanno quasi sempre di pari passo con quello delle nuvolette. Come tutti gli esempi riportati nelle immagini.

Contratto con dio, Will Eisner

Lo stato d’animo rappresentato o il segno grafico possono essere probabilmente i principali criteri di catalogazione, ma c’è anche quello identificativo del personaggio per esempio, oppure la catalogazione per periodi storici e sicuramente qualcun altro.

VMurphy font

Oggi presentiamo un nuovo font, quello realizzato da Valentina Murphy del corso di lettering dell’Accademia di Belle arti di Bologna. Qui il suo blog.

Questo font è stato pensato per i suoi fumetti. Il taglio ironico delle vicende raccontate e i personaggi sono la chiave di lettura delle sue storie, divertenti e simpatiche.

A presentarci questo font “simpatico” è proprio una sua mini storia che potete leggere qui di seguito.

Aggiungo solamente che il contorno molto regolare e le sue variazioni di spessore ottengono un bel risultato, molto equilibrato. Il forte spessore del segno lega bene con i disegni.

BIOGRAFIA

Valentina  Murphy nasce a Catanzaro Lido il 23 giugno 1987.
Amante degli animali, fin dall’infanzia li disegna sottoforma di  fumetto dando loro voce e pensiero.
Le sue prime letture sono i Diabolik trovati per casa e, in seguito inizia a collezionare Topolino.
Consegue il diploma al Liceo Scientifico E. Fermi, dove scopre la passione per la Storia dell’Arte e l’attitudine verso il disegno tecnico. Nel 2006 si trasferisce a Bologna per frequentare il corso di Fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti .
Frequentando i corsi di Antonio Faeti e di  Enrico Fornaroli scopre le innumerevoli letture che compongono  il mondo del fumetto.
Grazie all’artista Otto Gabos  impara a disegnare e trova il suo stile.
Attraverso le lezioni di Matteo Casali matura la capacità di sceneggiare le proprie storie.
Ha partecipato, negli ultimi anni, a diversi  Workshop con:  Josè Munoz, Massimo Giacon, Fabian Negrin, Andrea Accardi, Pietro Corraini.
Nel 2009 ha preso parte alla 24 HIC, Ventiquattro Ore Comics, realizzando una storia di ventiquattro tavole in ventiquattro ore.
Nel 2010 ha lavorato nella libreria e casa editrice Alessandro s.r.l. come curatrice del sito e commessa, imparando a conoscere le case editrici nazionali e a curare sia a livello d’informazione che di grafica il sito fumetto-online.
Portata a termine la laurea triennale di Fumetto e Illustrazione nel 2010, prosegue attualmente i suoi studi alla specialistica Linguaggi del fumetto, iscrittasi nel 2011.
Nell’ultimo anno ha sviluppato, grazie al corso di Lettering di Marco Ficarra, competenze nel campo del lettering e dell’impaginazione professionale.
Nel 2011 ha partecipato alla campagna informativa sull’igiene dell’ETS, European Tissue Symposium.
Sempre lo stesso anno ha realizzato la mascotte per l’azienda E.R.G. service, centro assistenza di elettrodomestici nell’Emilia Romagna;  inoltre si è occupata della creazione  e della amministrazione della pagina facebook dell’azienda.
La sua opera Il fiore della Commedia, realizzata per il concorso Giunchiglia 2011,  è stata selezionata tra le migliori ed esposta nella galleria del sito Giunchiglia.
Negli anni accademici ha realizzato diversi fumetti dal Quotidiano al Fantasy, pubblicati  online.
Alcune sue storie occupano quattro gallerie su Flash Fumetto;  altre sono nel Blog My Back Pages, un progetto di Emidio Clementi e Gianluca Costantini.
Gestisce dal 2011 il Blog Falsaimago,  in cui si possono trovare la maggior parte dei suoi lavori, dagli schizzi ai fumetti  completi.

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Parole 3D fai da te!

Tutti i caratteri che vuoi per pc e Mac nel sito Freewarefonts ma anche la realizzazione on line “fai da te” di loghi 3D a colori.
Ammettiamolo queste realizzazioni 3D di paroledisegnate sono parecchio bruttine, ma giocando con tante piccole varianti di font, stile e colori magari riuscite a tirare fuori qualcosa di più interessante. Ovviamente un giochino per dilettanti allo sbaraglio, però divertente. Nel sito trovate tanti font per tutti i gusti con diverse categorie di archiviazione. Esiste pure la ricerca per autori. Dall’anonimato a cui erano relegati i typedesigner ad un pochino di riconoscimento in più, è già qualcosa.

Ps la foto con paroledisegnate in 3D l’ho caricata su instagram perché il wordpress su iPhone va in crash con il caricamento immagini. Se avete suggerimenti o soluzioni al problema scrivete pure.

Perché usiamo la parola font

Vi segnalo questo interessante articolo di Antonio Dini su IlPost a proposito dei caratteri da stampa e dell’origine della parola “font”.

…”Un bel giorno di venticinque-trent’anni fa, infatti, un signore di cui la storia non ci ha tramandato il nome, si è trovato di fronte un problema: doveva tradurre dall’inglese le stringhe di testo per la localizzazione di un nuovo sistema operativo. E doveva farlo di corsa perché doveva essere tutto pronto entro metà 1984. Si trattava del Macintosh, il nuovo computer creato da Apple, e bisognava tradurre in italiano una serie di termini alquanto bizzarri (“File”, “Edit”, “Copy”, “Paste” e soprattutto “Font”, i set di caratteri che erano contenuti dentro una “valigetta” digitale).
Già gli informatici americani avevano fatto una scelta riduzionista e deciso che il termine corretto era “font”, non typeface, e neanche l’alternativa “fount”, anch’essa molto usata nelle tipografie d’oltreoceano. Il nostro traduttore probabilmente ignorava buona parte di questa storia e comunque decise di non decidere: il termine non si prestava facile all’orecchio di chi non lavorasse immerso nel gergo dei tipografi americani, e quindi lasciò tutto così com’era. Font divenne così font.”
L’articolo parla anche della parola corretta che andava usata e che era in uso in Italia in ambito tipografico, si tratta di “polizza”.
Sono tanti i punti che tocca nel suo articolo e qui potete leggerlo interamente, ne vale la pena.

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Lezione 5 di Fontlab

Dopo un lungo silenzio riprendo con la quinta lezione di Fontlab. Nei due video sotto parlo di come si modifica la spaziatura tra le lettere e tra singole coppie di lettere. Buona visione!