Archivi categoria: Scrittura

Una copertina scrittadisegnata

In questa foto la copertina del libro “DGMW Devil got my woman” di Damian Connelly e di Berliac, quest’ultimo un autore argentino, in mostra per Bilbolbul a Bologna presso RAM Hotel.

Interessante come ha risolto graficamente la copertina utilizzando i testi come elemento di disegno. Si tratta di una sovracoperta che copre la copertina disegnata. Non so qual’è il motivo di questa scelta comunque risulta molto piacevole.

nelle foto fronte e retro di copertina.

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Alfabeto corsivo. Tutti a scuola!

Ogni anno nello stesso periodo, nel mio blog, la parola magica sembra essere “alfabeto corsivo“. Mi sono sempre chiesto a cosa è dovuta questa ricerca e mi sono dato la spiegazione più plausibile. A settembre cominciano le scuole e i genitori si preoccupano di arrivare un po’ preparati all’evento. Penso in particolare ai genitori dei bimbi che devono andare in prima elementare e che devono imparare a scrivere.

Ho detto scrivere?

E chi si ricorda come si scrivono le lettere dell’alfabeto corsivo?

Quando dico corsivo, non intendo semplicemente quelle inclinate dette anche italiche dei font che adoperiamo al computer, ma parlo della scrittura delle lettere che insegnano a scuola. Per capirci, quelle della scrittura a mano, con la penna. Ne parlai tempo fa, raccontando anche di un episodio comico collegato alla scrittura scolastica, da qui andate all’articolo.

Io, lo devo ammettere, quando scrivo ho una pessima grafia e mescolo stampatello, corsivo e simboli inventati sul momento che poi con grande difficoltà devo decifrare. Quando rileggo i miei appunti presi con la penna è fondamentale che ricordi l’argomento, altrimenti è un’impresa veramente arduacomprendere cosa ho scritto. Prima o poi farò un bel corso di calligrafia che oggi non vuol dire solo scrivere bene ma anche creare con le lettere. Quantomeno avere una certa padronanza del segno scritto.

Manuale di lettering. Le parole disegnate nel fumetto

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Finalmente è arrivato il manuale di lettering in carta e inchiostro. A destra la bella copertina realizzata dalla Tunué, cliccandoci sopra arrivate allo store della Tunué dove potete guardare e leggere un’anteprima del libro.
Dall’indice vi potete fare un’idea del suo contenuto. Non solo un manuale tecnico sul lettering per addetti ai lavori, ma tante informazioni a partire dalle origini della scrittura, passando per la stampa tipografica fino alle diverse applicazioni del lettering dalla grafica alla calligrafia. Il lettering nel fumetto dai maestri ai contemporanei, presi a prestito per spiegare e illustrare i diversi stili grafici. Le onomatopee, i balloon, i titoli, tutto quanto fa lettering, colonna sonora del fumetto. Un manuale per conoscere le diverse tecniche per fare il lettering, a mano e al computer. Come creare i font, come impaginare i fumetti, come risolvere le diverse problematiche che si incontrano quando si fa questo lavoro. Uno strumento per addetti ai lavori e per chi è interessato al fumetto. Tante informazioni e curiosità, chi ha insegnato a fare il lettering a Will Eisner? Come realizzare i tipici balloon del fumetto? Perché usiamo la parola font? Come si realizza un font multi lettera? Bitmap o vettoriale, le differenze. All’interno trovate due interviste, una a Francesca Biasetton nota calligrafa e una ad Andrea Accardi fumettista e letterista. Di Accardi trovate anche i codici QRc per vedere l’intervista video con esempi pratici di adattamenti grafici a mano e al computer.

Tiralinee


Dal canale youtube di Francesca Biasetton prendiamo questo video. Il tiralinee è uno strumento che permette di tracciare linee nette. Qui lo vediamo messo in pratica. Francesca Biasetton è una nota calligrafa e si è imbattuta con il fumetto creando dei caratteri per il lettering. Ha cominciato con Silvana Ghersetti di Grrrzetic edizioni e ultimamente con il lavoro di Manferdi Giffoni.

La calligrafia ritorna a scuola / IIa edizione

  • Anche quest’anno parte il corso di formazione per l’insegnamento della calligrafia nella scuola primaria. il corso si terrà a Milano. Organizzato da Associazione Calligrafica Italiana, coordinatrice del corso è Anna Ronchi.

L’Associazione Calligrafica Italiana ha organizzato molti corsi relativi alla scrittura, rivolti ad adulti. Prendendo spunto da un primo progetto “Zampe di gallina” è nato il progetto la Calligrafia torna a scuola. L’attenzione dell’associazione è rivolta al rischio reale che i bambini perdano la facoltà di scrivere bene e in maniera leggibile, affronta il tema del corretto apprendimento della scrittura formando degli esperti che possano intervenire nella scuola. Obiettivo del corso è mantenere nella scuola la cultura della scrittura manuale messa a dura prova da cattive abitudini, dalla fretta e dalle nuove tecnologie. Di quest’ultima causa ne avevamo parlato qui.
Tutte le informazione sul corso le potete leggere qui.

VMurphy font

Oggi presentiamo un nuovo font, quello realizzato da Valentina Murphy del corso di lettering dell’Accademia di Belle arti di Bologna. Qui il suo blog.

Questo font è stato pensato per i suoi fumetti. Il taglio ironico delle vicende raccontate e i personaggi sono la chiave di lettura delle sue storie, divertenti e simpatiche.

A presentarci questo font “simpatico” è proprio una sua mini storia che potete leggere qui di seguito.

Aggiungo solamente che il contorno molto regolare e le sue variazioni di spessore ottengono un bel risultato, molto equilibrato. Il forte spessore del segno lega bene con i disegni.

BIOGRAFIA

Valentina  Murphy nasce a Catanzaro Lido il 23 giugno 1987.
Amante degli animali, fin dall’infanzia li disegna sottoforma di  fumetto dando loro voce e pensiero.
Le sue prime letture sono i Diabolik trovati per casa e, in seguito inizia a collezionare Topolino.
Consegue il diploma al Liceo Scientifico E. Fermi, dove scopre la passione per la Storia dell’Arte e l’attitudine verso il disegno tecnico. Nel 2006 si trasferisce a Bologna per frequentare il corso di Fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti .
Frequentando i corsi di Antonio Faeti e di  Enrico Fornaroli scopre le innumerevoli letture che compongono  il mondo del fumetto.
Grazie all’artista Otto Gabos  impara a disegnare e trova il suo stile.
Attraverso le lezioni di Matteo Casali matura la capacità di sceneggiare le proprie storie.
Ha partecipato, negli ultimi anni, a diversi  Workshop con:  Josè Munoz, Massimo Giacon, Fabian Negrin, Andrea Accardi, Pietro Corraini.
Nel 2009 ha preso parte alla 24 HIC, Ventiquattro Ore Comics, realizzando una storia di ventiquattro tavole in ventiquattro ore.
Nel 2010 ha lavorato nella libreria e casa editrice Alessandro s.r.l. come curatrice del sito e commessa, imparando a conoscere le case editrici nazionali e a curare sia a livello d’informazione che di grafica il sito fumetto-online.
Portata a termine la laurea triennale di Fumetto e Illustrazione nel 2010, prosegue attualmente i suoi studi alla specialistica Linguaggi del fumetto, iscrittasi nel 2011.
Nell’ultimo anno ha sviluppato, grazie al corso di Lettering di Marco Ficarra, competenze nel campo del lettering e dell’impaginazione professionale.
Nel 2011 ha partecipato alla campagna informativa sull’igiene dell’ETS, European Tissue Symposium.
Sempre lo stesso anno ha realizzato la mascotte per l’azienda E.R.G. service, centro assistenza di elettrodomestici nell’Emilia Romagna;  inoltre si è occupata della creazione  e della amministrazione della pagina facebook dell’azienda.
La sua opera Il fiore della Commedia, realizzata per il concorso Giunchiglia 2011,  è stata selezionata tra le migliori ed esposta nella galleria del sito Giunchiglia.
Negli anni accademici ha realizzato diversi fumetti dal Quotidiano al Fantasy, pubblicati  online.
Alcune sue storie occupano quattro gallerie su Flash Fumetto;  altre sono nel Blog My Back Pages, un progetto di Emidio Clementi e Gianluca Costantini.
Gestisce dal 2011 il Blog Falsaimago,  in cui si possono trovare la maggior parte dei suoi lavori, dagli schizzi ai fumetti  completi.

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La magia della scrittura

Ho fatto un breve viaggio a Parigi e ho pensato di fare un giro al Louvre puntando solo alle antiche scritture, giusto per fare un giro non troppo massacrante. D’altra parte al Louvre ci sono già stato con un tour regolamentare da mattina a sera. Tornando alla mia visita, ho avuto l’occasione d’imbattermi ovviamente nei geroglifici egiziani, nelle iscrizioni greche e romane (poche), e in quelle dei sumeri. Ho fatto diverse foto, mi sono piaciute molto e mi hanno fatto un particolare effetto. Osservare quelle pietre e tavole d’argilla graffite con i segni di un’antica scrittura è stato emozionante.

Il popolo più antico che conosciamo che ha usato la scrittura è quello sumero. I sumeri vivevano in Mesopotamia tra i fiumi Tigri ed Eufrate (un po’ di storia e geografia), ma la loro terra d’origine non la conosciamo. I sumeri avevano una grossa capacità di sintesi nella raffigurazione della scrittura. La loro prima scrittura era di tipo abbastanza figurativo. Però ad un certo punto tra il IV e il III millennio a. C. la scrittura sumera subì un repentino cambiamento. Le figure cedettero il passo a dei segni composti da piccoli tratti a forma triangolare, per questa caratteristica la scrittura prese il nome di cuneiforme. Come si vede nelle foto nella versione cuneiforme non è piu rintracciabile il disegno originario.

Sarebbe molto interessante scoprire il processo che ha portato i sumeri a trasformare così tanto la loro scrittura. Il passaggio da una rappresentazione sintetica ma abbastanza figurativa ad una quasi astratta. Tutto ciò è avvenuto in centinaia di anni e non ne conosciamo le cause. Chissà se un giorno verranno fuori dei reperti archeologici che sapranno spiegarci questo passaggio così forte nella scrittura sumera. Nella terza foto, sembra intravedere una via di mezzo tra le due scritture, ma sono mie illazioni improvvisate.

Avvenne anche qualcosa di molto particolare nel III nillennio a. C. la popolazione akkadica, nella foto un’iscrizione, che viveva pure lei in Mesopotamia prese a prestito la scrittura cuneiforme per scrivere la loro lingua. Quindi lo stesso segno fu utilizzato per due lingue contemporaneamente. Come succede con il nostro alfabeto, che viene usato per scrivere lingue diverse.

L’akkadico veniva parlato in due dialetti l’assiro al nord e il babilonese al sud. Verso la metà del II millennio a. C. il babilonese prese il sopravvento divenendo la lingua più diffusa in tutto il Medio Oriente come lingua internazionale. Come avviene con l’inglese oggi.