La classificazione dei font nel fumetto

La classificazione dei caratteri nel mondo della tipografia/lettering/scrittura è una storia molto lunga e ci sono stati tanti tentativi e schemi realizzati da diversi designer o studiosi del disegno del carattere. Possiamo citare come esempio  quello di Aldo Novarese. Mentre per quanto riguarda lo specifico del fumetto non conosco esempi di catalogazione. In effetti già tutto il lettering del fumetto rientrerebbe nella catalogazione più ampia di caratteri Fantasia – gruppo difficilmente classificabile, comprendente tutti i caratteri che non rientrano nelle  categorie tradizionali che potete visionare qui.

Io penso che per la particolarità e la complessità dei lettering di fumetto che si sono sviluppati nel tempo sarebbe interessante avviare un’ipotesi di classificazione.

Julius Feiffer

Se penso ai caratteri dei dialoghi, mi vengono in mente un brioso Feiffer, uno scarabbocchiato come quello di Gipi o quello di Reiser, oppure quello elegante di Walt Kelly.  quello pittorico di Baudoin o lineare come quello di Marina Sanfelice per il Tex e tanti altri che compongono il vasto assortimento dei lettering del fumetto.

La mia vita disegnata male - Gipi

Pogo party, Walt Kelly

Le voyage, Baudoin

Poi insieme ai caratteri dei dialoghi ci sono quelli che imitano i caratteri classici tipografici che attingono dal vasto mondo della storia delle font. La caratteristica è quella di imitarne lo stile grafico rimanendo a tutti gli effetti un carattere per il fumetto. Mi viene in mente il gotico o quello dei manifesti americani dell’800 nel Pogo di Walt Kelly o l’ebraico del Contratto con Dio di Will Eisner per rimanere ai classici.

Pogo party, Walt Kelly

Ci sono caratteri che esprimono dei veri e propri stati d’animo come la rabbia, la paura, l’amore. La disperazione come quella della vignetta in basso di Will Eisner. Il segno grafico dei caratteri per il fumetto vanno quasi sempre di pari passo con quello delle nuvolette. Come tutti gli esempi riportati nelle immagini.

Contratto con dio, Will Eisner

Lo stato d’animo rappresentato o il segno grafico possono essere probabilmente i principali criteri di catalogazione, ma c’è anche quello identificativo del personaggio per esempio, oppure la catalogazione per periodi storici e sicuramente qualcun altro.

15 risposte a “La classificazione dei font nel fumetto

  1. Dalla rete arrivano suggerimenti per realizzare una prima classificazione dei caratteri per fumetto. Possiamo immaginare una possibile classificazione andando a tentativi.
    Se nella catalogazione delle font tipografiche la divisione è formale, nel fumetto abbiamo anche la possibilità o necessità di aggiungere una classificazione che tenga conto del fatto che la forma esprime anche delle emozioni.
    Paura/disperazione
    Gioia/allegria

    Anche dell’intensità della voce:
    Sussurro
    Grida
    testo di dialogo

    ma le grida possono essere di gioa o di paura, quindi la classificazione diventerebbe troppo complessa.
    Quindi ipotizzare una classificazione formale e immaginare una classificazione parziale che tenga conto di alcune emozioni?

  2. E’ un tema davvero molto complesso.
    I venditori di font per fumetti non sono andati oltre una classificazione di base quale font per dialoghi, horror, fantasy, titoli, onomatopee, ecc. (http://www.comicbookfonts.com/index.html) ma qualcosa di più specifico è davvero difficile…

  3. Io partirei da quelli per il dialogo che sono quelli principali. Si possono usare i classici per cominciare:

    per esempio, a parte gli aggettivi più adeguati da individuare per definirli:

    Tondi/angolari – Pogo di W. Kelly – Bonvi

    Tondi/tondi – Contr. with God, Eisner – Ast. Polyp, Mazzucchelli – Joe Sacco 

    Taglienti/ Zograf – 

    Liniari/irregolari – Jimmy, Chris Ware 

    A volte sono delle forzature ma possono dare un’idea dell’impressione che danno i lettering complessivamente, considerando che a volte ci sono variazioni all’interno della stessa storia dello stesso autore. in questi esempi mi riferisco al carattere maiuscolo perché l’alto basso ha altre caratteristiche.

  4. Ho scoperto per caso questo blog.
    E adesso che l’ho scoperto non posso esimermi dal proporre una domanda che mi assilla da decenni:
    Quale è la font (se esiste) che descrive i caratteri tipografici usati nella testata del Corriere dei Piccoli? Questa qui http://goo.gl/9UYl8
    Ho cercato disperatamente in rete questa font, senza mai riuscire a trovarla😦

    • Probabilmente è una rielaborazione di una font, ha la R molto particolare e mi fa venire in mente qualcosa ma non vorrei che fosse proprio la testata del corrierino, faccio delle ricerche.

  5. Io ogni tanto ripasso da qui…

  6. No news… Bad news…

  7. Un po’ dappertutto in rete c’è scritto che Antonio Rubino disegnò nel 1908 la testata del Corriere dei Piccoli (oltre che varie stori con molti diversi personaggi). Ovviamente resto sempre curioso se esiste da qualche parte in rete una font con tutti i caratteri tipografici di questa font.

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