Il Times New Roman

Prendo spunto da una simpatica discussione su facebook sul Times New Roman e del gruppo “eliminare Times New Roman” il carattere più diffuso al mondo insieme all’Helvetica in era digitale. Fa parte del segno dei tempi che un opera innovatrice diventi prima o poi vecchia e superata. Infatti all’occhio di molti il “Times” è un classico datato. Eppure nel 1931 quando venne realizzato dall’inglese Stanley Morison (1889 – 1967) fu considerato una rilettura moderna dei carattere classico per eccellenza che era il “Garamond“. Le lettere piu piene, i tratti ascendenti e discendenti piu corti, uno spessore maggiore, le grazie più regolari e uniformi ne fanno un carattere di grande leggibilità. Ovviamente la leggibilità e la piacevolezza di un carattere è determinato dal gusto del momento. Pensiamo ai caratteri stile gotico durante il nazismo. A volte invece dalla casualità e mi riferisco all’Helvetica che si impose contro l’Univers di Adrian Frutiger. Accolto carattere innovatore pur essendo una riproposizione di un carattere ottocentesco l’Akzidenz-Grotesk. Tornando al nostro Times New Roman sappiamo che il suo autore era stato un obiettore di coscienza durante la prima guerra mondiale e per questo venne imprigionato. Morison era un personaggio molto interessante infatti a proposito del suo carattere per il Times scrisse che “oggetto della tipografia praticata sotto il capitalismo del diciannovesimo secolo come sotto lo pseudo-comunismo del ventesimo, è moltiplicareil massimo numero di copie al costo minore, e il Times si attiene a questa richiesta“. Nei suoi scritti, Morison parla del rapporto tra scrittura e la rappresentazione del potere. Insomma siamo di fronte a qualcuno che quando lavorava ai suoi progetti di disegno dei caratteri si poneva anche parecchie domande sulla società.
Su Wikipedia leggiamo che “nel 1918, divenne supervisore del disegno alla Pelican Press. Nel 1922 fondò una società, la Fleuron Society, che si dedicava alla tipografia. Dal 1923 al 1967 fu consulente per la Monotype Corporation, dove curò l’adattamento e la ricostruzione di caratteri tipografici storici, quali il Baskerville ed il Bembo. Pubblicò anche il Blado nel 1923.

Dal 1929 al 1960 fu anche consulente tipografico del Times e, come detto, nel 1931 assieme al grafico Victor Lardent creò il carattere Times New Roman, utilizzato per la prima volta nel 1932 e pubblicato dalla Monotype nel 1933.

Dal 1961 sino alla sua morte fu membro del gruppo editoriale della Encyclopædia Britannica“.

Per dirla tutta Stanley Morison era un personaggio molto interessante nonostante ciò ogni carattere subisce le mode del tempo e il gruppo su facebook ha tutto il sacrosanto diritto di esprimere la sua antipatia verso il vecchio e innovativo Times New Roman.

3 risposte a “Il Times New Roman

  1. Il Times New Roman è un classico e l’attacco del gruppo di Facebook mi sembra eccessivo.
    Io indirizzerei tutti i miei improperi verso il Comic Sans che non è un classico ma dagli sprovveduti viene considerato tale.

  2. d’accordo sul comic
    il times no non lo eliminerei ha le sue belle utilità
    semplicemente è insopportabile che sia ovunque di default!

  3. Sul Comic Sans ho trovato in rete un articolo in cui si parlava dell’analisi di questo carattere da parte di Todd Klein, uno dei massimi esperti di lettering di fumetto al mondo.
    L’articolo lo segnalo con un post sopra

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